• Apple compra 10 milioni di brevetti fatti da Palm

    Apple ha da poco concluso un accordo per ottenere alcune licenze da parte di una società Giapponese che possiede brevetti che originariamente sono stati creati da Palm e PalmSource, fondatore del sistema operativo Palm OS PDA. L’intesa è costata ad Apple la bellezza di un miliardo di yen, l’equivalente di 10 milioni di dollari, e nell’accordo erano compresi anche altri brevetti come quelli creati da Geoworks e Bell Comunication Reseaarch.

    La compagnia Palm Source oggi appartiene alla società giapponese ACCESS e sfogliando gli annali della “storia della tecnologia” si apprende una notizia molto interessante, cioè che il sistema operativo Palm OS girava su oltre 38 milioni di dispositivi venduti a partire dal 1996, tra i quali il più noto Palm Treo.

    La Palm è stata sempre presente nel mercato dei telefonini ma non è riuscita a tenere il passo dei dispositivi come l’iPhone di Apple oppure gli smartphone che hanno come sistema operativo Android. A quel punto la compagnia è stata acquistata dall‘HP con l’intento di migliorare le cose e di tornare sul mercato più competitiva che mai, solo che i due modelli lanciati per “ritagliarsi uno spazio” nel mercato degli smartphone non hanno avuto successo. L’HP dopo l’ennesimo fallimento decise di abbandonare la strada dei telefonini e i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo web Os, il successore di Palm OS, furono acquistati da LG. La Lucky Goldstar ha in mente di utilizzare il sistema operativo web OS per i suoi televisori di ultima generazione.

    Non sono ancora ben chiare le motivazioni che hanno spinto Apple ha fare questo tipo di accordo, sicuramente sarà una mossa strategica mirata a guadagnare un po’ più di terreno nei confronti dei suoi rivali. I vecchi brevetti della Palm però “nascondono “ qualcosa perché anche Microsoft nell’Ottobre 2010 era a un passo dal raggiungimento dell’accordo.

  • “Storie di Apple……..eMac”

    L’eMac, la cui sigla sta per “educational Macintosh”, è una linea di computer economici sviluppata dall’Apple Computer. La linea “tutt’uno” dell’eMac  deriva dal notevole successo ottenuto dall’iMac, ma si differenziavano da quest’ultimi perché erano dotati di prestazioni molto più alte.

    L’eMac fece la sua prima comparsa sul mercato nell’Aprile 2002 come alternativa “low cost” del nuovissimo iMac LCD. Inizialmente questa linea di computer era disponibile solo per gli utenti scolastici ma nel Maggio dello stesso anno fu abolito questo divieto e quindi diventò accessibile al grande pubblico.

    L’eMac era dotato di uno schermo da 17 pollici, 128 MB di memoria RAM, un processore G4 molto performante. Il computer dal guscio bianco e curvilineo era venduto al pubblico ad un prezzo che andava da 1099$ a 1499$ a seconda del modello, ma poteva colmare le fasce di prezzo lasciate vuote dal nuovi iMac LCD che costava 1499$

    Nel Marzo del 2003 Apple blocca la produzione degli iMac per aggiornare a Maggio dello stesso anno la linea degli eMac, riducendone anche il prezzo di vendita. La nuova versione è equipaggiata con una frequenza fino a 1GHz, una scheda grafica migliorata e un’ ATI Radeon 7500. Ma nell’Ottobre di 10 anni fa il modello da 1GHz viene deprezzato e in più viene data al compratore l’opportunità di richiedere il SuperDrive, indispensabile per masterizzare i DVD.

    L’ultima versione mai prodotta dell’eMac risale all’Aprile del 2004 quando fu aggiunta una RAM DDR SDRAM e un processore da 1,42 GHz. La linea eMac fu abbandonata il 12 Ottobre 2005, per poi essere ripresentata il 5 Luglio 2006 come una versione dell’iMac da 17 pollici ridotta e priva di alcune caratteristiche molto importanti tra le quali l’Apple Remote e il Bluetooth.

  • Apple e Yahoo: prove di matrimonio

     

    Dalla giornata di ieri, il web è invaso da alcune indiscrezioni secondo le quali Apple e Yahoo stiano cercando una più profonda collaborazione per cercare di integrare il più possibile i vari servizi del motore di ricerca all’interno di iOS.

    Può sembrare una “pazza idea” il fatto che due aziende concorrenti, sotto molti profili, decidano di “darsi la mano“, ciò accade più spesso di quanto si possa immaginare. Apple e Yahoo collaborano già da diverso tempo, infatti, l’azienda californiana già fa uso delle informazioni fornite da Yahoo, basti pensare ai servizi Meteo e alla Borsa che vengono integrati con le funzionalità messe a disposizione dall’assistente vocale Siri.

    Non sono ancora ben chiari i punti per cui le due società abbiano deciso di sedersi ad un tavolo “faccia a faccia”, ma quasi certamente riguarderà l’accesso, da parte della Mela, a servizi come Yahoo News ed ad altre proprietà web di Yahoo, andando ad aumentare le funzionalità di Siri.

    La notizia risulta molto veritiera considerando la “relazione complicata” che Apple ha con Google, che con il passare del tempo si avvicina sempre più al tramonto, basti pensare al client di Youtube in iOS6 o allo sviluppo di un proprio sistema che aveva l’intento di sostituire Google Maps.

    “La lotta tecnologica” si fa sempre più aspra, si aprono nuovi suoli dove potersi scontrare; una lotta che vede da una parte Samsung e Google e dall’altra Apple, ma ci sono anche altri schieramenti pronti a “scendere in campo” come ad esempio Facebook e il sottovalutato, ma dall’alto potenziale Amazon. Tuttavia le trattative che in queste ore sono in corso rappresenterebbero una spinta verso l’alto per Yahoo che mira ad approdare sui dispositivi mobili di ultima generazione.

    Staremo a vedere cosa ne verrà fuori dal momento che le due società in questione non hanno voluto rilasciare nessun tipo di commento.

  • Il nuovo iPhone lascerà le impronte, ormai è una cosa certa!

    In quest’ultimo periodo abbiamo assistito un massiccio susseguirsi di rumors che ipotizzavano l’implemento di un lettore di impronte digitali sul nuovo modello di iPhone. Oggi però i rumors si sono trasformati in notizia certa infatti Apple ha appena pubblicato sul proprio sito web ufficiale un annuncio di lavoro relativo alla ricerca di un ingegnere software capace di creare un hardware che sappia interagire con iOS.

    L’ingegnere che sarà scelto per sviluppare il progetto sarà collocato presso Melbourne Design Center sulla Space Coast della Florida, stesso luogo dove si trova la sede di AuthenTech, un’azienda specializzata nei sistemi di riconoscimento delle impronte digitali acquisita dalla stessa Apple nel 2012 per 356 milioni di dollari.

    Voci dell’ultima ora suggeriscono che il lettore di impronte digitali sarà collocato accanto al tasto Home servirà per aumentare ancora di più la sicurezza, ma al tempo stesso renderà più veloci le operazioni di verifica utente.

    Come si apprende dall’annuncio appena pubblicato, uno dei requisiti che il candidato dovrà soddisfare è che dovrà essere in grado di scrivere il codice primario per controllare e configurare sistemi hardware, ma il problema principale è che dovrà essere compatibile con iOS.

    Penso che sarà quasi un sogno vedere il nuovo lettore di impronte digitali già sull’ iPhone 5S, sia perché come si apprende dal WSJ la produzione del nuovo iPhone sarebbe già cominciata e sia perché il “cantiere” per lo sviluppo di questa tecnologia è stato appena aperto. Un altro aspetto da tenere presente è che lo sviluppo di un lettore di impronte digitali potrebbe anche spianare la strada per l’autorizzazione dei pagamenti in mobilità e inoltre Cupertino potrebbe incidere un'”impronta” indelebile nella storia della tecnologia

  • Corriamo con Runtastic – 15 codici reedem gratis

    Oggi Clipper Store e Runtastic vogliono regalarvi 15 codici per poter avere l’intera app GRATIS!

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  • Facebook Home:rivoluzione “SI” ma successo “BOH”

    Il 4 Aprile, a Menlo Park in California, Mark Zuckerberg ha presentato al mondo una “nuova esperienza” pensata per la comunicazione totale, Facebook Home.

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  • Apple brevetta un sistema automatico di trasferimento di dati

     

    Apple ha brevettato un interessantissimo sistema che consente, grazie ad un sensore di prossimità, di avviare automaticamente il trasferimento di contenuti multimediali tra iOS e Mac.

    U.S. Patent and Trademark Office ha pubblicato un brevetto di Apple in cui è descritto un sistema multimediale in grado di trasferire documenti e file ad un computer in modo del tutto automatico quando il computer rileva la vicinanza del dispositivo in questione. ““Apparatus and method for interacting with handheld carrier hosting media content”, questo è titolo con cui è stato chiamato questo sistema e si riferisce principalmente a una modalità capace di inserire contenuti multimediali da un dispositivo portatile in un messaggio email, sia esso un documento word o una foto o un video o qualsiasi altra applicazione presente su un computer.

    Stando a quello descritto nel brevetto, Apple ha l’obiettivo di superare i problemi creati dall’interazione di contenuti archiviati su un dispositivo portatile, dato che risulta essere un compito abbastanza arduo per alcuni utenti. Il procedimento avviene in modo del tutto automatico in questo modo: il dispositivo portatile viene “trovato” da un secondo device , che, a sua volta, avvierebbe il trasferimento dei dati qualora l’utente abbia anteriormente acconsentito a quest’operazione. Infine, il computer inserirebbe i file ricevuti nella pagina di un documento aperto, ad esempio un messaggio email.

    La fonte della notizia è il sito: http://appleinsider.com/

  • Amore, smartphone e Internet

    Internet è diventato il nuovo canale di distribuzione e fruizione del cinema, ma al tempo stesso rappresenta la fonte di ispirazione per le storie raccontate nei film. Continue Reading

  • Google Reader chiude i battenti – ecco alcune alternative “mobili”

     

     

    A  Mountain View è tempo di fare “le pulizie di Primavera” e questa volta a essere spazzato come la polvere è uno dei servizi più mati dai “cacciatori di notizie”, Google Reader. L’aggregatore di reed di notizie RSS chiuderà i battenti a partire dal primo Luglio 2013 e la motivazione di tale scelta è la carenza di visualizzazioni e il colosso californiano preferisce concentrarsi su prodotti più popolari e quindi remunerativi.

    Ecco allora alcune alternative molto interessanti disponibili per dispositivi mobili:

     

    Flipboard: è la nostra rivista personale formata da tutto ciò che e possibile reperire sul web scegliendo semplicemente gli argomenti che abbiamo intenzione di seguire. Forte è l’integrazione con i social media come Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn che permette agli utenti di sfogliare con facilità i propri giornali personalizzati. L’app è disponibile sia per iOS che per Android ed è completamente gratuita.

    Feedly: è quello che ha tratto più vantaggio dall’annuncio della chiusura di Google Reader infatti in poco tempo ha raggiunto 3 milioni di iscritti. Molto simile alla piattaforma lanciata da Google, grazie a Feedly è possibile impostare i feed RSS, conservare eventuali cartelle e archiviare gli articoli salvati. Il tutto è gratuito e reperibile sull’App Store , inoltre è compatibile con Android, Kindle e consultabile mediante i browser con estensioni e apps come Chrome, Firefox e Safari. http://www.feedly.com

    Pulse: ha la capacità di aggregare fonti selezionate in precedenza e organizzate per temi. Dispone di un motore di ricerca in grado di esplorare, da cima a fondo, Internet e eggiungere fedd RSS. Il risultato che ne deriva dall’addizione di tutti questi elementi è una bacheca personalizzata nei minimi dettagli e comprensiva anche di immagini. Sulla pagina in questi giorni è esposta un’esortazione ad importare tutti i dati da Google Reader. Pulse è compatibile sia con iOS che con Android e anche questa è un’app del tutto gratuita.

    Trapit: grazie a questa applicazione gli utenti accedono a “contenitori tematici” chiamati Trap. Il funzionamento è molto semplice perché una volta scelto un tema da approfondire bisogna attendere che la piattaforma raccolga tutte le informazioni relative al tema scelta sempre mediante fedd RSS. L’applicazione nasce da un progetto dello Stanford Research Institute che ha gettato le basi anche dello sviluppo dell’assistente personale di Apple, Siri. Trapit è disponibile solo su iOS e solo ed esclusivamente per iPad.

    Google Currents: è un giornale personalizzato che segnala, in tempo reale, gli aggiornamenti di quotidiani e megazine, inoltre è di facile e rapida consultazione, costantemente in aggiornamento, offre la possibilità di salvare le notizie tra i preferiti, offre un servizio di traduzione  e ci permette di seguire anche le discussioni sui nostri blog preferiti. Google Currents è disponibile sia per iOS che per Android gratuitamente.

    È davvero un peccato che un colosso come Google Reader dal primo Luglio non sarà più consultabile, è difficile trovare un sito capace di aggregare vari contenuti provenienti dal web in un unico “giornale online”. Per non parlare poi della funzione che offriva la possibilità di commentare esprimendo ogni sorta di pensiero, stimolando cosi il consumo dei contenuti online. Il Reader era considerato da molti un’esperienza fantastica, ma i vertici di Mountain View hanno deciso di far morire questa funzione.

    Sulla rete inoltre è presente un consiglio molto gettonato e cioè quello di farsi un backup dei propri Feed grazie a Google Takeout

     

     

  • Via AppGratis dall’App Store

    La politica di revisione Apple sulle applicazioni dell’App Store è sempre stata molto criticata da chi entrato in contatto con il mondo della Mela, d’altra parte però Apple si è sempre giustificata dicendo che grazie a questa ferrea politica il suo Store non potrà mai diventare un luogo con App “spazzatura”. Molto spesso l’azienda californiana le App perché in conflitto o in competizione con le loro, oppure perché una delle caratteristiche presenti nella nuova App sarà introdotta in futuro dalla stessa Apple. Questo detto finora va a discapito del servizio AppGratis, grazie alla quale è possibile essere sempre aggiornati sulle varie offerte presenti in App Store.

    Le applicazioni di questo genere erano molto care agli utenti. Tali App erano basate su un sistema di revenue-sharing e cioè un sistema basato sulla “ripartizioni dei ricavi”, infatti è proprio questo criterio che entra in conflitto con la politica Apple che vieta alle App di fornire accesso ad altre App di terze parti. A questo proposito l’azienda capitanata da Tim Cook lo scorso Ottobre ha modificato le Condizioni Generali per gli sviluppatori di terze parti aggiungendo una clausola che recita:“le applicazioni che consentono di visualizzare applicazioni diverse dalla propria per l’acquisto o la promozione che potrebbero confondersi con l’App Store saranno respinte”.

    Apple spera di tutelare le proprie promozioni eliminando le promozioni intrecciate promosse da AppGratis. AppGratis con sede a Parigi può contare sull’appoggio di 7 milioni di utenti e facendo registrare solo nel mese di Gennaio 13,5 milioni di dollari

    Apple già nel mese di Dicembre cancellò la nota applicazione AppShoper perché violava le nuove leggi, anche se AppShoper attualmente sta lavorando a una nuova versione che però non è stata ancora approvata. Apple troppo “dittatrice” e ancora una volta vuole dimostrare a tutti “chi comanda” anche se eliminare AppShoper risulta una cosa completamente inappropriata in quanto grazie a questo servizio è possibile scoprire importanti novità, variazioni di prezzo e altre importantissime novità