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  • Shazam tagga la moda

    Shazam è una delle applicazioni più note, grazie alla quale è possibile riconoscere musica e titoli di canzoni, creato dall’azienda britannica Shazam Entertainment. La compagnia però vuole rivolgersi ad un pubblico ancora più ampio creando un’applicazione che sia in grado di “Shazammare” la moda.

    L’esordiente applicazione sarà programmata per riconoscere ogni genere di sfilata ma anche ogni sorta di vestito e ricevere informazioni dettagliate sullo stilista che l’ha disegnato. Sicuramente sarà capitato a tutti di voler sapere a tutti i costi l’abbigliamento indossato da l nostro Vip preferito, da un eccentrico cantante oppure da “ben vestito” attore e finalmente con Shazam in versione “fashion” potremo scoprire la tanto agognata notizia. Il funzionamento per ottenere quest’informazione è semplicissimo infatti basterà “taggare” l’immagine del vestito scelto e lo smisurato database di Shazam farà il resto. Ma le funzionalità di quest’applicazione sono davvero molte infatti oltre a scoprire chi ha disegnato gli abiti che vorremmo possedere, potremo anche scrivere il nome del programma che ci è piaciuto tanto e Shazam ci fornirà colonne sonore, copioni e addirittura i tweet degli attori che sono presenti in quello show. Insomma Shazam ci fornirà una panoramica a 360° sul mondo dello spettacolo facendoci scoprire quello che avremo sempre voluto sapere in modo facile e veloce.

    Shazam oltre che per i 300 milioni utenti sarà utilissimo anche per le case di moda e per tutte le imprese che si trovano dietro il sipario delle trasmissioni televisive, dal momento che questa nuova applicazione potrà essere sfruttata come un serbatoio ricco di informazioni utilissime a chi sviluppa brand di moda e oggettistica.  A quanto sembra Shazam passerà dallo stato di applicazione allo stato di efficacissimo mezzo commerciale, per favorire sempre più un’umanità orami lacerata dal “consumismo”

  • IPhone Low Cost – nuove foto dei componenti

    Oramai Apple ha fatto comprendere a tutti che la prosima presentazione porterà un qualcosa di nuovo nel mondo della Mela.
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  • Pc in forte calo. Apple a testa alta

    Una recentissima ricerca effettuata da Gartner ha evidenziato che il mercato del Pc, nel Q1 2013, ha subito un drastico calo, forse il peggiore a memoria d’uomo. Le cause di tale decadenza sono molteplici e non del tutto inaspettate, infatti ciò che maggiormente ha contribuito a far scivolare così in basso il mercato dei Pc è il declino nella vendita di laptop e desktop Pc, la capillare diffusione dei tablet e sicuramente l’insuccesso di Windows 8. Inoltre in questo periodo, riferite ad Apple, si sono fatte sempre più insistenti le voci di una “crisi di idee” e di una crisi economica , ma la realtà che ci viene presentata attraverso i dati di Gartner è completamente diversa, in quanto Apple ha visto ,nel medesimo periodo, un consistente aumento delle sue  quote di mercato per quanto riguarda la linea Mac.

    Di seguito per far maggiore chiarezza su quanto detto riporto la tabella con i relativi dati:

    Questi dati sicuramente non faranno sorridere i produttori di Pc, dato che il mercato fa registrare una diminuzione globale dell’11,2% e d una calo nello stesso periodo negli U.S.A pari al 9,6%. Le uniche eccezioni sono rappresentate da Lenovo e da Apple che sono gli unici due produttori ad aver vissuto un periodo positivo in termini di vendite e profitti.

    Apple merita un discorso a parte per le forti critiche ricevute in questo periodo, infatti come si evince dalla tabella, Cupertino ha visto una crescita del 7,4%  portando le sue spedizioni, considerando lo stesso periodo temporale dell’anno scorso, da 1536 a 1650.

    Black out totale, quindi, per tutti gli altri ma in particolare per un colosso di questo settore come HP che fa registrare un calo del 23,6%, anche se non è da meno Acer con il suo -19,3%. Scavando più a fondo in questa “faccenda” ci accorgiamo che la situazione in Europa è ancora più disastrosa, dato che il mercato dei Pc nel “Vecchio Continente” ha perso il 16%.

    Sarà difficile per Windows uscire indenne da questa “valanga” , l’unica soluzione sembra quella di concentrarsi sul settore mobile, in particolare sui tablet. Secondo alcune indiscrezioni  entro la fine dell’anno assisteremo al lancio di un tablet creato da Microsoft, perché si vocifera che in cantiere gli ingegneri stiano lavorando a Surface da 7 pollici.

     

     

  • Apple compra 10 milioni di brevetti fatti da Palm

    Apple ha da poco concluso un accordo per ottenere alcune licenze da parte di una società Giapponese che possiede brevetti che originariamente sono stati creati da Palm e PalmSource, fondatore del sistema operativo Palm OS PDA. L’intesa è costata ad Apple la bellezza di un miliardo di yen, l’equivalente di 10 milioni di dollari, e nell’accordo erano compresi anche altri brevetti come quelli creati da Geoworks e Bell Comunication Reseaarch.

    La compagnia Palm Source oggi appartiene alla società giapponese ACCESS e sfogliando gli annali della “storia della tecnologia” si apprende una notizia molto interessante, cioè che il sistema operativo Palm OS girava su oltre 38 milioni di dispositivi venduti a partire dal 1996, tra i quali il più noto Palm Treo.

    La Palm è stata sempre presente nel mercato dei telefonini ma non è riuscita a tenere il passo dei dispositivi come l’iPhone di Apple oppure gli smartphone che hanno come sistema operativo Android. A quel punto la compagnia è stata acquistata dall‘HP con l’intento di migliorare le cose e di tornare sul mercato più competitiva che mai, solo che i due modelli lanciati per “ritagliarsi uno spazio” nel mercato degli smartphone non hanno avuto successo. L’HP dopo l’ennesimo fallimento decise di abbandonare la strada dei telefonini e i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo web Os, il successore di Palm OS, furono acquistati da LG. La Lucky Goldstar ha in mente di utilizzare il sistema operativo web OS per i suoi televisori di ultima generazione.

    Non sono ancora ben chiare le motivazioni che hanno spinto Apple ha fare questo tipo di accordo, sicuramente sarà una mossa strategica mirata a guadagnare un po’ più di terreno nei confronti dei suoi rivali. I vecchi brevetti della Palm però “nascondono “ qualcosa perché anche Microsoft nell’Ottobre 2010 era a un passo dal raggiungimento dell’accordo.

  • SimCity 2013 Mac Edition disponibile dall’11 giugno

    Poche ore fa Electronic Arts ha reso pubblica la data di uscita di SimCity per i Mac. Continue Reading

  • “Storie di Apple……..eMac”

    L’eMac, la cui sigla sta per “educational Macintosh”, è una linea di computer economici sviluppata dall’Apple Computer. La linea “tutt’uno” dell’eMac  deriva dal notevole successo ottenuto dall’iMac, ma si differenziavano da quest’ultimi perché erano dotati di prestazioni molto più alte.

    L’eMac fece la sua prima comparsa sul mercato nell’Aprile 2002 come alternativa “low cost” del nuovissimo iMac LCD. Inizialmente questa linea di computer era disponibile solo per gli utenti scolastici ma nel Maggio dello stesso anno fu abolito questo divieto e quindi diventò accessibile al grande pubblico.

    L’eMac era dotato di uno schermo da 17 pollici, 128 MB di memoria RAM, un processore G4 molto performante. Il computer dal guscio bianco e curvilineo era venduto al pubblico ad un prezzo che andava da 1099$ a 1499$ a seconda del modello, ma poteva colmare le fasce di prezzo lasciate vuote dal nuovi iMac LCD che costava 1499$

    Nel Marzo del 2003 Apple blocca la produzione degli iMac per aggiornare a Maggio dello stesso anno la linea degli eMac, riducendone anche il prezzo di vendita. La nuova versione è equipaggiata con una frequenza fino a 1GHz, una scheda grafica migliorata e un’ ATI Radeon 7500. Ma nell’Ottobre di 10 anni fa il modello da 1GHz viene deprezzato e in più viene data al compratore l’opportunità di richiedere il SuperDrive, indispensabile per masterizzare i DVD.

    L’ultima versione mai prodotta dell’eMac risale all’Aprile del 2004 quando fu aggiunta una RAM DDR SDRAM e un processore da 1,42 GHz. La linea eMac fu abbandonata il 12 Ottobre 2005, per poi essere ripresentata il 5 Luglio 2006 come una versione dell’iMac da 17 pollici ridotta e priva di alcune caratteristiche molto importanti tra le quali l’Apple Remote e il Bluetooth.

  • Apple e Yahoo: prove di matrimonio

     

    Dalla giornata di ieri, il web è invaso da alcune indiscrezioni secondo le quali Apple e Yahoo stiano cercando una più profonda collaborazione per cercare di integrare il più possibile i vari servizi del motore di ricerca all’interno di iOS.

    Può sembrare una “pazza idea” il fatto che due aziende concorrenti, sotto molti profili, decidano di “darsi la mano“, ciò accade più spesso di quanto si possa immaginare. Apple e Yahoo collaborano già da diverso tempo, infatti, l’azienda californiana già fa uso delle informazioni fornite da Yahoo, basti pensare ai servizi Meteo e alla Borsa che vengono integrati con le funzionalità messe a disposizione dall’assistente vocale Siri.

    Non sono ancora ben chiari i punti per cui le due società abbiano deciso di sedersi ad un tavolo “faccia a faccia”, ma quasi certamente riguarderà l’accesso, da parte della Mela, a servizi come Yahoo News ed ad altre proprietà web di Yahoo, andando ad aumentare le funzionalità di Siri.

    La notizia risulta molto veritiera considerando la “relazione complicata” che Apple ha con Google, che con il passare del tempo si avvicina sempre più al tramonto, basti pensare al client di Youtube in iOS6 o allo sviluppo di un proprio sistema che aveva l’intento di sostituire Google Maps.

    “La lotta tecnologica” si fa sempre più aspra, si aprono nuovi suoli dove potersi scontrare; una lotta che vede da una parte Samsung e Google e dall’altra Apple, ma ci sono anche altri schieramenti pronti a “scendere in campo” come ad esempio Facebook e il sottovalutato, ma dall’alto potenziale Amazon. Tuttavia le trattative che in queste ore sono in corso rappresenterebbero una spinta verso l’alto per Yahoo che mira ad approdare sui dispositivi mobili di ultima generazione.

    Staremo a vedere cosa ne verrà fuori dal momento che le due società in questione non hanno voluto rilasciare nessun tipo di commento.

  • Il nuovo iPhone lascerà le impronte, ormai è una cosa certa!

    In quest’ultimo periodo abbiamo assistito un massiccio susseguirsi di rumors che ipotizzavano l’implemento di un lettore di impronte digitali sul nuovo modello di iPhone. Oggi però i rumors si sono trasformati in notizia certa infatti Apple ha appena pubblicato sul proprio sito web ufficiale un annuncio di lavoro relativo alla ricerca di un ingegnere software capace di creare un hardware che sappia interagire con iOS.

    L’ingegnere che sarà scelto per sviluppare il progetto sarà collocato presso Melbourne Design Center sulla Space Coast della Florida, stesso luogo dove si trova la sede di AuthenTech, un’azienda specializzata nei sistemi di riconoscimento delle impronte digitali acquisita dalla stessa Apple nel 2012 per 356 milioni di dollari.

    Voci dell’ultima ora suggeriscono che il lettore di impronte digitali sarà collocato accanto al tasto Home servirà per aumentare ancora di più la sicurezza, ma al tempo stesso renderà più veloci le operazioni di verifica utente.

    Come si apprende dall’annuncio appena pubblicato, uno dei requisiti che il candidato dovrà soddisfare è che dovrà essere in grado di scrivere il codice primario per controllare e configurare sistemi hardware, ma il problema principale è che dovrà essere compatibile con iOS.

    Penso che sarà quasi un sogno vedere il nuovo lettore di impronte digitali già sull’ iPhone 5S, sia perché come si apprende dal WSJ la produzione del nuovo iPhone sarebbe già cominciata e sia perché il “cantiere” per lo sviluppo di questa tecnologia è stato appena aperto. Un altro aspetto da tenere presente è che lo sviluppo di un lettore di impronte digitali potrebbe anche spianare la strada per l’autorizzazione dei pagamenti in mobilità e inoltre Cupertino potrebbe incidere un'”impronta” indelebile nella storia della tecnologia

  • Grave errore nella gestione dei certificati SHSH presenti su Cydia

    Stamane moltissimi utenti si sono trovati difronte ad una spiacevole sorpresa quando, avviando Cydia sui loro dispositivi jaibroken, hanno visto, come d’incanto, sparire la lista dei certificati salvati dalla parte superiore dello schermo.

    La scritta in verde che eravamo abituati a vedere, dove erano presenti tutti i certificati SHSH, è

    stata sostituita da una nuova “funzione” chiamata “Centro TSS”. In verità pero il centro TSS non

    è una nuova funzione ma il segno evidente di un clamoroso errore nella gestione dei certificati

    SHSH da parte di Cydia.

    A questo proposito Saurik informa tutti gli utenti che certificati archiviati da Cydia per le versioni di

    iOS 6.0 alla 6.1.2 sono completamente inutilizzabili a causa di un errore.

    Il nuovo Centro TSS apparso su Cydia ha come unica funzione quella di richiedere i Certificati

    SHSH e i Ticket APT dai server Apple per salvarli in futuro sui server di Cydia. Tutto ciò comporta

    che i possessori dei dispositivi Apple potranno recuperare solo i certificati inerenti a iOS6.1.3. Gli unici dispositivi funzionanti restano: iPhone 3GS, iPhone 4 e iPod Touch di quarta generazione.

    Le soluzioni solo le seguenti:

    1) Bisogna utilizzare RedSn0w per salvare le versioni corrette dei Certificati TSS e AP Ticket per iOS 6.1.2 e precedenti, anche se l’attuale versione non è in grado di inviarle a Cydia anche se Saurik afferma che ci sarà presto un aggiornamento per consentire questo processo

    2)Solo gli utenti Windows possono utilizzare iFaith per ottenere la versione corretta dei certificati ed inviarli ai server di Cydia.

  • Eliminata AppGratis dall’App Store. Ecco il motivo

    La scorsa settimana Apple ha eliminato da App Store la popolare applicazione chiamata AppGratis. Tim Cook è intervenuto per dare le proprie giustificazioni.

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