#l’Editoriale – La dittatura di Google

Dittatura è sinonimo di predominio, di imposizione, di supremazia. La dittatura, in termini di governo di una popolazione, impone la propria posizione basandosi sul controllo totale della vita dei cittadini, mettendo in atto una macchina perfetta in cui non vi può essere ruggine.

L’individuo non avendo più capacità di controllo e libertà, non può opporsi a ciò che gli viene imposto.

Quando scriviamo delle parole sul form di ricerca di Google e premiamo invio, ci ritroviamo davanti ciò che volevamo o ciò che ci viene imposto di vedere?

Le informazioni che ricerchiamo, le notizie che leggiamo, nel momento in cui giungono a noi, hanno subito controlli e filtri indipendenti dal nostra sfera di cognizione. I nostri dati si susseguono nei diversi software e qui vengono elaborati con precisi algoritmi che permettono, a Google, di “conoscere” tutto su di noi: ciò che ci piace, i nostri interessi, i nostri amici, le nostre abitudini, la musica che ascoltiamo, i luoghi che visitiamo ecc. e quindi di mostrarci contenuti in linea con quelle che devono essere le nostre aspettative. In questo modo ci può proporre le pubblicità migliori con AdSense, o nei messaggi pubblicitari o video promozionali su YouTube.

Per avere un’idea di tutti i servizi e software che Google possiede e che ogni giorno, chi più chi meno, utilizziamo, ecco una lista completa.

Basta un solo account “…@gmai.com” per poter usufruire di tutto.

Questa lista, tuttavia, non comprende tutte quelle applicazioni o servizi che non portano, espressamente, il marchio della casa di Mountain view perché acquistati da terzi, una fra tutte SnapSeed, l’app per il ritocco fotografico. A questi, pochi giorni fa, si è aggiunto Hangouts, il nuovo servizio di messagistica instantanea e multipiattaforma offerto da Big G, pronto a fare le guerra a WhatsApp e agli altri servizi che permettono di connettersi in modo gratuito, sfruttando una connessione, ai nostri contatti. Ogni giorno, quindi assistiamo all’espandersi di quest’impero, laddove Google non riesce ad acquisire un azienda o una Startup, crea un’offerta concorrente, proprio com’è successo con Whatsapp e Hangouts, in modo da spazzarla via.

C’è da dire, inoltre, che le novità o innovazioni, portate da Google sono davvero poche se non pressoché nulle. Non ha inventato nulla, ha sempre “imposto” la propria alternativa . Tutto ciò grazie all'”idea” iniziale, quella per cui è stata creata, quell’algoritmo che ha permesso di creare il miglior motore di ricerca e che ha permesso a Google, di scegliere cosa mostrare, cosa innalzare, cosa non considerare, ha permesso il controllo sull’informazione, sulla pubblicità, sui contenuti e su tutto ciò che scegliamo di fare o utilizzare in rete…ma che inconsapevolmente non “scegliamo”.

Anche se in questo post ci siamo un pò “distaccati” dall’argomento del nostro blog, l’obiettivo dell’articolo non è quello di condannare o accusare qualcuno o qualcosa, ma di spingere alla riflessione su di un tema, ritenuto da chi scrive, serio ed importante.