Sexy before Apple: the italian experience in Silicon Valley è il titolo della mostra curata da Paolo Ponteniere e Alex Bochannek che si è aperta da poche ore presso il Computer History Museum di Mountain View in California. Questa esposizione racconta le gesta degli avventurieri italiani che si sono spinti sulla costa Ovest degli Stati Uniti attratti dal fascino di scrivere la storia coltivando le proprie idee in una terra fertile alle novità. Ponteniere, un giornalista emigrato molti anni fa, racconta la storia di quattro generazioni di italiani che hanno preso la cittadinanza in quella che oggi è la valle del “silicio”. La concentrazione cade sulla nuova generazione di giovani che aspira alla California perché “fugge da un paese che non offre loro la possibilità di portare a termine i loro sogni e i loro progetti” , alimentando cosi l’ideale dell’ “American dream”, che ormai ha portato a enfatizzare esclusivamente il benessere materiale come misura del successo e/o della felicità.
Dalla mostra emerge il fatto che gli startupper di qualche tempo fa sono uguali a quelli attuali perché come ai giorni nostri anche in passato i nostri connazionali sono stati decisivi nel definire l’innovazione. Tra i nomi più famosi presenti alla mostra troviamo: Federico Faggin, inventore del chip 4004 che rese possibile la creazione del computer, Roberto Crea co-inventore dell’insulina umana ricombinata dai batteri, Enzo Torresi creatore dell’Olivetti Advanced Technology Center di Cupertino. Questi sono nomi che hanno già scritto pagine importanti nella storia della tecnologia e dell’informatica, ma accanto a questi ci sono persone che stanno scrivendo la storia dei nostri giorni come: Lorenzo Thione la cui Powerset è divenuta il cuore di Bing e Andrea Vaccari di Glancee, app acquistata dal social network più famoso al mondo, Facebook, nel 2012.
Naturalmente la fuga di cervelli dall’Italia sembra essere un’emorragia che non si può fermare, infatti molti giovani, neolaureati e non, interessati ad utilizzare e sviluppare le proprie doti lasciano l’Italia dato che non riescono a trovarvi posizioni adatte alle loro capacità, ben ricompensate e soprattutto con migliori prospettive di fare carriera. Allora questi giovani sognatori con tanta voglia di fare e vogliosi di mettersi in gioco vanno nella East Coast, dove per la prima volta si sentono cittadini del mondo e abbandonano quel senso di “scetticismo”, tanto caro al “Bel Paese”, nell’accogliere nuove idee.
In occasione dell’Italian Innovation Day sono stati anche presentati dati che illustrano la verità sulle startup nel nostro paese. Il distacco è notevole, in quanto moltissime sono le aziende che hanno deciso di emigrare all’estero, tra le quali la maggior parte decide di emigrare proprio nella Silicon Valley. La scelta di questa meta non è casuale, il perché è dovuto soprattutto alle opportunità che questa offre nel creare una rete di conoscenze e un network fondamentale che coinvolge personalità di tutti i livelli legate alle imprese.