• l’NSA potrebbe usare gli iPhone come spia

    Jacob Applebaum, attivista per la privacy e ricercatore indipendente, ha pubblicato alcuni documenti segreti che rivelano che l’NSA potrebbe usare gli iPhone come spia in modo da ottnere informazioni dettagliate sui propri utenti.

    l’NSA potrebbe usare gli iPhone come spia. Per fare ciò l’NSA installerebbe un malware direttamente negli idevice Apple, e successivamente attiverebbe un generatore di onde radar grazie al quale è possibile ottenere informazioni, senza una connessione internet. Questa tecnologia ha un nome specifico, si chiama Nightstand e consente di allacciarsi a un punto wireless distante anche 13 chilometri.

    L’NSA potrebbe usare gli iPhone come spia. L’agenzia sarebbe in grado di intercettare gli sms, avrà libero accesso ai contatti presenti nella nostra rubrica, attivare il microfono e la fotocamera del nostro dispositivo, e infine attivare i servizi di localizzazione per conoscere la posizione esatta in cui ci troviamo. Quindi spiarci nelle tasche è possibile, anzi l’iPhone è ancora meglio di una spia un vero e proprio cavallo di troia.

    L’NSA potrebbe usare gli iPhone come spia. Dando uno sguardo alle slide mostrate da Applebaum, l’NSA avrebbe introdotto questa tecnologia in ogni singolo iPhone compromesso. Per il momento, l’azienda con sede a Cupertino non ha lasciato nessuna dichiarazione in merito anche se la risposta arriverà a breve.

  • Apple ci spia e fornisce i nostri dati all’ NSA

    Sapevate che avere un dispositivo Apple è un po’ come essere nella casa del grande fratello, perennemente “filmati” e sempre sotto controllo. Da poche ore in rete circola la notizia la National Security Agency, l’agenzia statunitense specializzata nella sicurezza personale, ha avuto libero accesso ai dati degli utenti Apple ma non solo anche di Verizon, Microsoft, Skype, Facebook e Yahoo. In alcuni casi la NSA ha avuto addirittura l’accesso diretto ai server di queste aziende.

    Ieri pomeriggio il Guardian ha confermato di avere in possesso un documento inviato dalla NSA a Verizon nel quale viene esplicitamente chiesto all’operatore mobile di consegnare all’agenzia I DATI delle conversazioni. Come potete immaginare la notizia è stato il tema centrale di tutti i media americani e l’eco è arrivato anche in Italia.

    Il documento che sarebbe dovuto rimanere top secret fino al 2038 ha aperto un vero e proprio caso mediatico. Verizon dal canto suo ha smentito tutto affermando di non aver mai ricevuto l’ordine dall’NSA di consegnare questo genere di dati ma soprattutto ha negato di averne mai consegnati negli anni addietro. Naturalmente sarebbe impossibile immaginare una confessione da parte di Verizon.

    Quindi, in poche parole, Verizon non avrebbe mai consegnato le conversazioni telefoniche ma solo i metadati di queste, cioè: durata della conversazione, IMEI dei dispositivi utilizzati e numeri telefonici.