• Apple brevetta il sistema di creazione delle cartelle

    Le notizie che riguardano le battaglie legali tra Samsung ed Apple sono ormai all’ordine del giorno, infatti sembra quasi che le due aziende abbiano fatto delle aule di tribunale un “parco giochi”. “Ogni giorno nel mondo muore…..” sembra uno di quei spot pubblicitari per aiutare le popolazioni meno fortunate e invece è possibile usare la stessa frase per descrivere il comportamento di Apple e della Samsung “Ogni giorno nel mondo ci scontriamo in tribunale per i brevetti…….”. L’oggetto dell’ultima “lite” è stato il metodo della creazione delle cartelle, che da Android 4.0 in poi avviene trascinando un’icona sull’altra.

    Il sistema sopra citato avviene già da tempo anche sul sistema operativo mobile iOS e precisamente dalla versione iOS 4 uscito nella primavera 2010. Tale motivo spinse l’azienda con sede a Cupertino a legittimare questa particolare dinamica depositando un brevetto presso l’US Patent and Trademark. Il brevetto, da pochissimo, è stato riconosciuto con successo ad Apple che ora è decisa più che mai a impugnare le armi legali nei confronti della concorrenza e cioè Blackberry e Samsung

    Oltre ad Android e Blackberry anche altre decine di launcher di terze parti utilizzano questo sistema, quindi la situazione è molto più ingarbugliata rispetto a quello che può sembrare a prima vista. La tecnica nella sua “banalità” risulta molto usata e intuitiva ed è difficile concepirla come una tecnica brevettata.

    Il brevetto di cui stiamo parlando non riguarda solo la creazione delle cartelle ma anche il metodo di organizzazione delle icone. Il funzionamento è noto a tutti, usando iOS per trascinare un’icona basta tenerla premuta per qualche istante e attendere che cominci a “tremare”. Per eliminare un’applicazione il funzionamento è lo stesso, una volta che l’app da eliminare comincia tremare basterà premere sulla “X” che appare in alto a destra. Queste soluzioni risultano molto simili a quelle usate anche su altri sistemi operativi mobili ed è per questo che Apple è intenzionata a intraprendere una battaglia legale.

    Che sia giusto oppure no dipende dal punto di vista, nel senso che la questione risiede nel fatto se sia giusto o meno brevettare dettagli di questo genere. Una volta presa in considerazione quest’ultima parte è possibile dare una risposta.