Compra sui rumors, vendi sugli annunci. Recita così l’adagio di un vecchio operatore di Borsa americano che ormai da quasi sette anni segue la cavalcata di Apple e dei suoi iPhone.
Il primo modello venne annunciato il 9 gennaio del 2007 e commercializzato solo in Usa, Canada, Francia, Germania e Gran Bretagna durante l’estate. Fu una rivoluzione, anche se non tutti l’avevano capito all’epoca. Il titolo di Apple in quel momento era già in ripresa ed era arrivato a lambire i 100 dollari per azione. Gli avversari del futuro invece ancora non erano scossi dalla novità. Nokia veleggiava sui 20 dollari e Google poco sopra la soglia dei 500 dollari. Stasera, quando Tim Cook svelerà l’iPhone 5 sul palco dello Yerba Buena Theatre for Arts di San Francisco, la situazione finanziaria si presenterà ben diversa:ieri Google era attorno 695 dollari, ma con una capitalizzazione di mercato di meno di un terzo rispetto ad Apple, che è quotata 670 dollari. E Nokia è ridotta ai minimi termini con un titolo battuto meno di tre dollari.
Anche le quote di mercato sono cambiate radicalmente. Nokia dominava le vendite mondiali a gennaio del 2007 con il 37,8% del mercato, davanti a Motorola con il 14,3% e a Samsung con il 13,4%. Oggi, nel secondo trimestre del 2012, guida il mercato totale (smartphone pù telefoni tradizionali) Samsung con il 21,6%, seguita da Nokia con il 19,9% (concentrata soprattutto nei telefoni più economici e con margini minori) e Apple con un solo prodotto, l’iPhone 4S, che “tiene” il 7% del mercato mondiale, telefoni tradizionali inclusi.
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